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Gentili Soci, vogliate trovare in calce il testo del commento del Vice Presidente dell'Assofondipensione, Domenico Proietti, all'articolo apparso sull'inserto "Plus 24" del 13/11/2010 e riportante le dichiarazioni dell'Amministratore Delegato di Azimut. Il commento è stato pubblicato sull'inserto "Plus 24" del 20/11/2010. A nostro avviso contiene delle interessanti dichiarazioni sulla validità del sistema dei Fondi Pensioni Negoziali, come il Fopen, con specifico riferimento al tema dei costi.



Dal low cost previdenza più efficiente
(versione scaricabile)

In un colloquio con "Plus 24" il presidente e amministratore delegato di Azimut, Pietro Giuliani, ha riservato alcune riflessioni al ruolo e alla funzione dei Fondi Pensione Negoziali (FPN) nel sistema di previdenza complementare. Una funzione di primaria importanza - con risorse gestite che superano ormai i venti miliardi di euro - assolta sempre con l'obiettivo primario di assicurare ai lavoratori soci rendimenti adeguati minimizzando, al tempo stesso, il rischio e i costi dei prodotti. Prendendo a riferimento l'indicatore sintetico dei costi (in breve: ISC) per ciascuna tipologia di forma pensionistica complementare, si osserva che per i FPN l'indicatore medio è dello 0,9% per periodi di partecipazione di 2 anni e scende allo 0,2% per periodi di partecipazione di 35 anni; per i fondi pensione aperti passa dal 2% all'1,1%; per i PIP dal 3,5% all'1,5%. Come ben noto, l'investimento previdenziale, per sua stessa natura, deve essere valutato su orizzonti temporali lunghi. E poiché l'ISC esprime l'incidenza dei costi sull'ammontare della posizione maturata per ciascun anno di partecipazione, riteniamo utile evidenziare che per orizzonti temporali lunghi differenze anche piccole hanno effetti molto rilevanti sulla misura della prestazione finale. La stessa COVIP, nella Relazione 2009, sostiene che "considerando i valori medi per forma pensionistica e ipotizzando che tutte le altre condizioni – in particolare, i rendimenti lordi – siano uguali, la maggiore onerosità si traduce in una prestazione più bassa: su un periodo di partecipazione di 35 anni, l'importo della prestazione finale è più basso del 17 per cento nel caso dei fondi pensione aperti e del 23 per cento per i PIP". Ecco perché l'aspetto dei costi è per noi caratterizzante e non può essere sottovalutato. Tanto più che a costi bassi applicati dai Fondi Pensione Negoziali non corrispondono affatto performances finanziarie peggiori rispetto a quelle realizzate dagli altri prodotti, come il dott. Giuliani lascia invece intendere nel suo intervento. Tutt'altro: basta analizzare i dati statistici diffusi dalla COVIP nel mese di ottobre, che evidenziano come i rendimenti delle differenti forme pensionistiche complementari siano sostanzialmente in linea e confrontabili.

Fondi Pensione Negoziali, Fondi Pensione Aperti e PIP
2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 Dic 2009 -Set 2010
FPN 5 4,6 7,5 3,8 2,1 -6,3 8,5 2,6
FPA 5,7 4,3 11,5 2,4 -0,4 -14 11,3 2,2
PIP  
Gest. Sep.   3,5 3,5 Nd
Unit Linked   -24,9 16,3 16,3


Questi dati testimoniano la miglior efficienza allocativa dei FPN; efficienza che nasce, da un lato, dalla loro natura non lucrativa e, dall'altro, dal fatto che sul mercato dei servizi finanziari operano come grande soggetto organizzato della domanda. Siamo convinti che il pluralismo dell'offerta previdenziale e la parità competitiva tra le differenti forme pensionistiche complementari possano contribuire efficacemente al consolidamento del sistema e ad un significativo allargamento delle adesioni; fatichiamo tuttavia a comprendere il perché di tante energie profuse per sostenere o facilitare soggetti che, strutturalmente, finirebbero per sottrarre alla finalità previdenziale preziose risorse. Sottolineiamo, infine, come i risultati ottenuti dai FPN in un periodo di grave crisi finanziaria come quello attraversato negli ultimi anni testimoniano la validità dell'assetto di governance, caratterizzato da una presenza qualificata delle Fonti Istitutive nei Consigli di Amministrazione a tutela dei lavoratori iscritti e da una gestione delle risorse affidata invece a soggetti esterni e professionali la cui attività è controllata sia dal C.d.A. del Fondo che dalla Banca depositaria dello stesso.

Domenico Proietti
Vice Presidente Assofondipensione


   
 
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